Dragobruco
Da Bennilogia, l'antologia di Benni.
Con un sano impegno, una non puntualità cronica e una grande botta di culo,sarà possibile intravedere tale esemplare passare a folle velocità nell'ora di punta da una delle tante fermate drago-bruchiche sparse per la città, senza inghiottire i passanti, lasciati ad inveire sui marciapiedi stracarichi di stanchezza.
Una sera più buia, più nebbiosa e più piovosa delle altre, una sera insomma che sembrava avere tutto l’insieme delle sfighe metereologiche umanamente concepibili, mi trovavo solo sul lato della strada in attesa, quando un lampo di luce mi avvertì dell’arrivo di uno strano mezzo di locomozione, terrificante nell’aspetto, che ingiottiva con le sue molteplici bocche gli ignari e stupiti passanti.
“(...) Si avvicinò dondolando la testa mostruosa in direzione delle prede. Era lungo più di dieci metri, color rosso sangue, con sei zampe rugose su cui galoppava veloce tra le file di auto parcheggiate.” (Achille piè veloce)
