Ouralphe Gaspar Benedict
Da Bennilogia, l'antologia di Benni.
Primo chef del Bon-Bon, per alcuni il miglior ristorante di Francia. Ouralphe è un cuoco eccezionale, un vero artista, costretto a cucinare per gente avida, incapace di comprendere l’arte. Come tutti gli artisti ha un altissimo concetto di sé, che lo porta ad affermazioni eretiche. Per questo suo atteggiamento borioso è condannato all’ inferno. Ma c’è ancora qualcuno che apprezza l’arte. È infatti il diavolo in persona che si scomoda per accompagnarlo nell’ultimo suo viaggio. Ouralphe non si scompone e senza timore ribadisce il suo profondo convincimento con un discorso che supera abbondantemente i limiti della blasfemia. Intenzione del grande cuoco sarebbe, al momento del giudizio universale, rivolgere un “j’accuse” al Padreterno per la sua indifferenza verso i mali del mondo. “È vero, il conto lo paga chi mangia, ma un cattivo chef va licenziato.” (da Il più grande cuoco di Francia, Il bar sotto il mare)
